Robert Doisneau al Museo del Genio
Sensibilità, ironia e partecipazione. Sono queste le caratteristiche che accomunano gli scatti del fotografo francese Robert Doisneau ora in mostra al Museo del Genio di Roma fino al 19 luglio. Sono 140 le opere esposte, tra cui il suo celebre “Bacio all’Hotel de la Ville”, diventato il simbolo di Parigi e del romanticismo.
Il percorso espositivo racconta l’approccio poetico dell’artista nel raccontare la vita nelle periferie e la quotidianità, soprattutto dei bambini.

Robert Doisneau, il “fotografo poeta”
Tra i maestri della fotografia del novecento, Doisenau è uno dei più amati e conosciuti. I suoi scatti raccontano con semplicità, tenerezza e ironia la vita reale a Parigi nel secondo dopoguerra. Ha saputo trasformare gesti semplici e ordinari, come i giochi dei bambini, in fotografie iconiche. Spesso, i suoi scatti sono un invito a scrutare il mondo con occhi curiosi e a cercare la bellezza nel quotidiano.
Nato nel 1912 a Gentilly, la periferia sud di Parigi, Doisneau, già da ragazzo, si interessò alle arti visive e alle superiori studiò “incisione e litografia”. Negli anni ’30, iniziò a lavorare alla Renault, come fotografo industriale e mostrò subito la sua tecnica precisa e il suo sguardo singolare, ma fu licenziato per i troppi ritardi. Si avvicinò alla fotografia umanista francese, particolarmente affine alla sua natura. Con il tempo, Doisneau si dedicò sempre più alla fotografia di strada, spesso con dei bianco e nero spontanei, ma alle volte anche con fotografie un po’ “costruite”, come in un palcoscenico.
La poetica di Doisneau
Il fotografo si distinse proprio per la sua sensibilità e la sua capacità innata di cogliere l’umanità e la “poesia”. Innamorati che passeggiano, bambini che si divertono, lavoratori nei bistrot, artisti nei caffè e passanti distratti diventarono racconti di un’epoca. Le sue fotografie non cercavano il sensazionale, ma il romanticismo della normalità.
Durante la sua carriera, Doisneau collaborò con importanti riviste internazionali e pubblicò numerosi libri fotografici. Frequentò artisti, letterati e intellettuali, realizzando ritratti a personalità di spicco. Ma il suo vero interesse rimase sempre la strada e la periferia, esplorate con curiosità e rispetto allo stesso tempo. Le sue immagini documentano ed evocano storie e sentimenti universali. Egli stesso precisò:
Le fotografie che mi interessano, quelle che trovo più riuscite, sono quelle aperte, che non raccontano una storia fino, alla fine ma lasciano allo spettatore la possibilità di fare a sua volta un pezzetto di strada insieme all’immagine, di continuarla e concluderla a proprio piacimento: una specie di trampolino del sogno.

Le Baiser de l’Hôtel de Ville (Il bacio davanti all’Hôtel de Ville) è la sua opera più celebre. La realizzò nel 1950 per la rivista americana Life, che gli aveva commissionato un servizio sull’amore a Parigi. Lo scatto mostra una coppia di giovani, che si bacia nella capitale francese in mezzo al caos della strada, sembrano spontanei e la fotografia viene considerata l’emblema della città. Diversi anni dopo, si scoprì che per realizzarla ingaggiò due attori, ma questo non diminuisce il valore dell’immagine.
Negli ultimi decenni della sua vita, la stima e il riconoscimento internazionale crebbe. Mostre e pubblicazioni contribuirono a consolidare la sua fama e reputazione come uno dei migliori interpreti della fotografia umanista europea. Egli stesso sosteneva di fotografare un mondo come avrebbe voluto che fosse, più gentile e umano di quello reale.
Le sue immagini entrarono così nelle collezioni dei musei internazionali e continuano tuttora a essere apprezzate da un pubblico sempre più vasto.
Doisneau morì nel 1994 a Montrouge, lasciando un archivio straordinario composto da centinaia di migliaia di negativi. Ancora oggi, il suo lavoro rappresenta una testimonianza della quotidianità di quegli anni e un invito a scrutare con empatia le persone e i dettagli che ci circondano.
La mostra “Doisneau” al Museo del Genio

Un viaggio nell’universo romantico e umano di Robert Dosineau, è questo quello che vive il visitatore dell’esposizione al Museo del Genio di Roma, curata dall’Atelier Robert Doisneau e da Gabriele Accornero.
I numeri dimostrano la straordinarietà del lavoro del fotografo. Oltre 140 scatti esposti, selezionati da un archivio di oltre 450.000 negativi realizzati in oltre 60 anni di lavoro. Album personel, Paris, Mondanités, Les enfants, Couleurs, Cartes de voeux e Célébrités sono le sette sezioni che ripercorrono la vita e l’arte dell’autore francese.
Tutto il percorso è particolarmente coinvolgente, grazie a filmati e un gioco di specchi il visitatore “entra” nella mostra e gli sembra di essere tornato indietro nel tempo.
L’esposizione inizia con una parte dedicata alla dimensione più intima dell’artista con fotografie provenienti dall’album di famiglia che narrano le sue origini e il suo percorso umano.

Da qui, il racconto si sposta alla sua città con l’obiettivo rivolto all’infanzia, vista come spazio di libertà e scoperta; la vita sociale, osservata con sensibilità e ironia; il rapporto autentico con le persone, sempre al centro del suo obiettivo.
Un’ulteriore sezione è dedicata alla mondanità e agli eventi dell’alta società, raccontati senza enfasi, ma con attenzione ai gesti spontanei e agli aspetti umani.
Le fotografie a colori testimoniano l’evoluzione del linguaggio visivo dell’artista, senza tradirne la poetica e l’umanità.
Si continua poi con le “Cartes de voeux”, le cartoline di auguri realizzate da Doisneau come esercizi di creatività grafica e libertà espressiva. La visita si conclude con una selezione di ritratti di celebri protagonisti della cultura del Novecento, tra cui Jacques Prévert, Alberto Giacometti, Simone de Beauvoir, Pablo Picasso e Jean Cocteau, anche questi non risultano in posa, evitando così ogni forma di celebrazione retorica.
Informazioni utili:
Museo del Genio
Lungotevere della Vittoria, 31
Orari:
Dal martedì al venerdì dalle 16 alle 20
Sabato e domenica dalle 10 alle 20 (La biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietti: intero € 15, ridotto dai 5€ ai 13€
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