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Da caricaturista a padre dell’Impressionismo: il MuMa svela le origini di Monet

In occasione del centenario della morte di Claude Monet, il Museo di arte moderna André Malraux (MuMa) di Le Havre propone la mostra “Monet a Le Havre”, che resterà aperta fino al 27 settembre. L’esposizione si concentra sugli esordi del pittore impressionista e raccoglie dai primi taccuini di schizzi, ai paesaggi marini e alle vedute portuali. Sono un centinaio le opere e i documenti esposti provenienti da musei e istituzioni pubbliche e private, ma anche dalle collezioni degli eredi dell’artista.

 

Casa di Claude Monet e tulipani ©Maison et jardins de Claude Monet – Giverny

Claude Monet e il suo legame con la natura

Claude Monet (1840-1926) è tra i principali esponenti dell’impressionismo, il movimento che rivoluzionò la pittura a partire dalla seconda metà dell’Ottocento in Francia.
Nato nel 1840 a Parigi, Oscar-Claude Monet visse l’infanzia in Normandia a Le Havre, dove si appassionò al disegno. In giovane età fu notato per le sue caricature e l’incontro con il pittore Eugène Boudin fu fondamentale per la sua crescita. Boudin lo spinse a dipingere all’aperto a contatto con la natura.

Per formarsi, intorno al 1860, Monet si trasferì a Parigi, dove incontrò diversi giovani artisti, tra cui Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley e Camille Pisarro. Insieme iniziarono a infrangere le regole imposte dalle accademie tradizionali,  cominciarono a osservare in prima persona la realtà e a dipingere le impressioni viste nel momento.

Nel 1874 Monet espose nella prima mostra indipendente di impressionisti, un momento particolarmente importante. Tra le tele ia mostra vi era Impression solei levant, nella quale Monet dipinse il porto di Le Havre all’alba. In quell’occasione, un critico iniziò a chiamare con il termine impressionisti quel gruppo di artisti, espressione che finì per nominare questo movimento artistico.

Nonostante il crescente riconoscimento, anche la vita di Monet, come per altri pittori dell’epoca, fu segnata da difficoltà economiche e lutti. Nel 1879 morì la sua prima moglie Camille Doncieux e fu un momento particolarmente doloroso. Si trasferì a Giverny, dove diede vita alla sua bucolica casa con giardino, dove piantò centinaia di piante, arbusti e fiori. La sua abitazione divenne un’opera d’arte e una fonte d’ispirazione tanto che scrisse: “forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore”.

 

Il ponte giapponese e le glicini ©Maison et jardins de Claude Monet – Giverny.

A Giverny, infatti, immerso nel verde realizzò le sue tele più famose, quelle dedicate ai ponti giapponesi, ai glicini e soprattutto alle ninfee, che rappresentano il culmine della sua atecnica e della sua ricerca sulla luce e sul colore. Alcuni di questi quadri si avvicinano già all’arte astratta e anticipano le correnti pittoriche del novecento.

 

Claude Monet, Tramonto, 1868, © 2022 Christie’s Images Limited

 

Monet dipinse fino all’ultimo, nonostante i problemi di vista e morì nel 1926 a Giverny. Oggi le sue opere sono conservate nei più importanti musei del mondo e ogni anno attirano milioni di visitatori. A un secolo dalla sua scomparsa, Claude Monet rimane l’interprete di una vera e propria rivoluzione artistica che ha insegnato a guardare il mondo attraverso le infinite sfumature della luce e del colore.

Monet e la Normandia

Il legame tra Normandia e Monet è evidente nelle sue opere. Oltre a essere il luogo dove l’artista trascorse la sua giovinezza, questa regione della Francia settentrionale fu la sua fonte di ispirazione artistica. Monet visse diversi anni a Le Havre, qui sviluppo una particolare sensibilità verso il paesaggio marino osservandolo ogni giorno a diverse ore e nelle diverse stagioni. Le coste normanne con le sue scogliere e i porti sono spesso i soggetti  delle sue tele, così come la località  Étretat conosciuta per le sue falesie, i suoi archi naturali di roccia calcarea sono stati immortalati in numerosi quadri.

 

Étretat ©Sofia Moretti

 

Inoltre, in Normandia incontrò il suo primo maestro l’artista Eugène Bodin, che lo spinse a realizzare le sue opere all’aperto, pratica ancora poco diffusa, ma che gli consentì di cogliere le diverse sfumature di luce naturale. Anche dopo aver conquistato successo e notorietà mondiale, Monet continuò a tornare spesso nella sua amata Normandia. E allo stesso tempo, oggi questa zona della Francia conserva numerose testimonianze del passaggio del maestro impressionista capace di rinnovare l’arte. La sua terra custodisce numerosi musei, itinerari culturali e i luoghi da lui immortalati nelle tele attirano turisti.

La mostra, un racconto inedito tra arte e vita privata

Anche la cittadina di Le Havre ha contribuito allo sviluppo dell’impressionismo e la mostra “Monet a Le Havre” ripercorre gli anni della formazione del maestro tra il 1845 e il 1874. Un racconto temporale che documenta il suo percorso partendo dai taccuini giovanili riempiti con caricature dei notabili locali per arrivare ai numerosi paesaggi marini dipinti en plein air, sotto la guida dei maestri Eugène Boudin e Johan Barthold Jongkind. L’esposizione ricostruisce il contesto familiare e la quotidianità dell’artista. La mostra è arricchita da documenti rari, alcuni dei quali mai esposti: oltre alla cronologia dettagliata vi sono mappe regionali e stralci di corrispondenza privata che svelano nuovi dettagli del genio destinato a rivoluzionare la storia della pittura.

Il percorso espositivo si articola in dieci sezioni tematiche e cronologiche. Si inizia con Crescere a Le Havre si passa ai primi album di schizzi (1856) e il primo dipinto (1858). La visita prosegue con le nature morte e le caricature. Si continua con i Pastelli di cieli di Monet e Boudin, affiancati dagli scatti di Gustave Le Gray del 1856. Ampio spazio è dedicato ai paesaggi marini, alle scene portuali e al legame con i mecenati locali, fino alle donazioni che il pittore fece alla municipalità.

 

Claude Monet, Barche da pesca, 1868, © MuMa Le Havre

 

La mostra presenta un’altra particolarità singolare. In apertura e chiusura del percorso vi sono due installazioni monumentali dell’artista contemporaneo cinese Ai Weiwei, due rielaborazioni delle Ninfee di Monet realizzate con 650.000 mattoncini LEGO®. I mattoncini riescono a riprodurre la pennellata impressionista e sono contrapposti alla tela originale del 1904 che Monet stesso donò alla città nel 1910.

 

Claude Monet, Le ninfee, 1904, © MuMa Le Havre / David Fogel

 

Informazioni utili

Muma – Musée d’art modern André Malraux
2, Boulevard Clemenceau, Le Havre

Orari apertura:
martedì, mercoledì e venerdì dalle 11 alle 18
giovedì dalle 11 alle 22
sabato e domenica dalle 11 alle 19

Ingresso 10€, ridotto 6€
Catalogo: Monet au Havre, editore Octopus / MuMa, Le Havre, 35 €

SOFIA MORETTI

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Sofia Moretti

Articolista free-lance