Impressionismo e oltre – capolavori da Detroit (Institute of Arts)
Ritratto di donna di Edgar Degas, Vaso con Garofani di Vincent van Gogh, Il sentiero di Camille Pissarro, Studio per dipinto con forma bianca di Wassily Kandinsky, Ritratto di donna di Amedeo Modigliani. Sono queste alcune delle 52 tele esposte fino al prossimo 10 maggio al Museo dell’Ara Pacis nella mostra “Impressionismo e oltre – Capolavori dal Detroit Institute of Arts”.
Nelle diverse sale del Museo il percorso inizia con i pionieri dell’Impressionismo, come Degas e Renoir e procede con le avanguardie parigine tra cui Matisse e Picasso. Si passa poi per le intuizioni di van Gogh, per concludere con gli sperimentatori della pittura tedesca tra cui Kandisky e Beckmann.

I musei americani e iI Detroit Institute of Arts (DIA)
La storia dei musei americani è totalmente differente rispetto a quella degli europei. Negli Stati Uniti, non nascono da collezioni secolari, ma grazie a iniziative di privati abbienti e mecenati. Le loro donazioni consentono ai musei di avere collezioni importanti con una predisposizione alla divulgazione della conoscenza e dell’arte.
In particolare, nel Detroit Institute of Arts, fondato alla fine del XIX secolo, lavorò lo storico dell’arte tedesco Wilhelm Reinhold Valentiner nel 1921 come consulente e dal 1924 al 1945 come direttore. Grazie al suo lavoro e ai suoi contatti con l’Europa, trasformò il museo in una realtà dinamica. Introdusse tra le collezioni esposte l’arte contemporanea e l’Espressionismo tedesco. Molte delle opere oggi in mostra all’Ara Pacis provengono proprio dagli acquisti di quegli anni.
Oggi, il Detroit Institute of Arts è uno delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti. Con le sue 65.000 opere racconta l’arte partendo dall’antichità per arrivare fino allo sviluppo della pittura moderna e contemporanea.
Proprio l’attuale direttore del Detroit Institute of Art Salvador Salort-Pons riferisce sulla collaborazione con la città di Roma:
Siamo entusiasti di essere all’Ara Pacis con questa mostra di capolavori della nostra collezione perché è nata una collaborazione con la città di Roma, che ci sta aiutando nell’organizzazione della mostra dedicata a Caravaggio che inaugureremo a Detroit nel 2027. Le opere esposte sono straordinarie e sono frutto del brillante lavoro che il DIA ha svolto negli anni.

Il Direttore continua:
Al loro tempo Matisse, Vincent Van Gogh e molti altri, come è noto, non venivano considerati né dai musei, né dai collezionisti, ma il DIA ha avuto la lungimiranza di acquisire questi capolavori prima che questi artisti venissero apprezzati a livello mondiale.
Il percorso espositivo
I 52 quadri in mostra sono una raccolta di capolavori di artisti europei realizzati tra il 1840 e i primi anni del ‘900. Pur essendo opere di primo piano, si tratta di tele raramente visibili in Italia e in Europa, in quanto spesso acquistate poco dopo l’esecuzione. L’esposizione, curata da Ilaria Mariani e Claudio Zambianchi, è un percorso nella storia dell’arte. Racconta l’evoluzione dall’inizio dell’impressionismo per arrivare fino alle Avanguardie del primo dopoguerra.
Le prime tre sale
Nelle prime tre sale si può ammirare la trasformazione dell’arte francese, mentre l’ultima è dedicata all’Avanguardia tedesca nel periodo prima e dopo il conflitto mondiale.
A partire dalla metà del 1800, i pittori realisti e impressionisti iniziano a osservare direttamente la realtà, con la sua luce. È il periodo dei Maestri come Edgar Degas, Paul Cézanne e Pierre-Auguste Renoir, ma anche di Camille Pissarro, Alfred Sisley e Max Liebermann.

Verso la fine del 1800, l’arte si modifica e la ricerca artistica si dirige verso diverse espressioni. Ogni artista ha caratteristiche differenti.
La pittura di Cézanne è una ricerca costante della struttura e dell’essenza delle cose. Le sue opere sono solide, geometriche e profonde, come se cercasse di rivelare la verità nascosta dietro la realtà visibile. I quadri di Renoir sono caldi e luminosi, un’esplosione di colori e di gioia, con figure umane e paesaggi che sembrano vivi e catturano la bellezza quotidiana. Vincent van Gogh mostra il potere espressivo del colore. La sua arte è un’espressione visiva della sua anima tormentata, con pennellate forti e colori vibranti che sembrano urlare la sua passione e la sua sofferenza

Il post-impressionismo
Nasce così il post-impressionismo, caratterizzato da una maggiore enfasi sull’espressione emotiva e sulla distorsione delle forme. Gli artisti cercavano di andare oltre la rappresentazione realistica della realtà, esplorando nuove vie per esprimere le loro emozioni e visioni del mondo. Questo periodo di grande innovazione e creatività ha influenzato profondamente l’arte moderna.
All’inizio del XX secolo, Parigi si conferma il centro delle Avanguardie.
Pablo Picasso e Henri Matisse sono esponenti di due correnti differenti. Il primo, con il Cubismo, il secondo esplora la libertà del colore e la forza della luce, utilizza forme semplici e stilizzate e la sua pittura trasmette calma e serenità.
A questi si affiancano Juan Gris e Maria Blanchard, che sviluppano un linguaggio sintetico e rigoroso, mentre Amedeo Modigliani e Chaim Soutine alterano la figura umana e le loro opere hanno una forte carica emotiva.
L’avanguardia tedesca
La mostra si conclude con un’importante selezione dell’Avanguardia tedesca. Con l’espressione emotiva intensa, la distorsione delle forme e l’uso di colori forti e contrastanti, gli artisti sottolineano un senso di inquietudine e di incertezza.Le tele ripropongono le tensioni e i drammi del dopoguerra; in questa sezione, vi sono opere di Wassily Kandinsky, Max Pechstein, Lionel Feininguer, Emil Nolde, Oskar Kojoschka e Max Beckmann.
Informazioni utili
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta, Roma
Aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, nei fine settimana l’orario è prolungato fino alle 20.30, mentre dall’8 al 10 maggio è prevista un’apertura straordinaria fino alle 23, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietto intero 15, ridotto 13
Catalogo Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts, a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, Moebius editore, 35 euro
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