Glacial Threads. Dalle Foreste ai Tessuti del Futuro è la mostra che, fino al 28 settembre 2025, propone un viaggio immersivo tra arte contemporanea, natura da salvaguardare e innovazione tessile, che parte dalle foreste e arriva ai tessuti del futuro.
Ideata da Michelangelo Pistoletto, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione autonoma Valle d’Aosta, e curata da Fortunato D’Amico, l’esposizione nasce dal programma internazionale Glacial Threads. From Forest to Future Textiles, promosso dall’azienda austriaca Lenzing in occasione della Giornata Internazionale delle Foreste del 21 marzo 2024, presso il Palais des Nations, Ufficio delle Nazioni Unite, a Ginevra.

Si tratta di una proposta innovativa che promuove l’uso di geotessili biodegradabili, realizzati con fibre cellulosiche derivanti da legno proveniente da silvicoltura controllata, pensati per supportare la conservazione dei ghiacciai e successivamente reinseriti in un ciclo produttivo sostenibile in ambito fashion, risolvendo così il problema del loro smaltimento. Il progetto coinvolge la partecipazione di diversi partner.
Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, l’istituzione in cui artisti, ricercatori, imprenditori e cittadini collaborano per sviluppare progetti basati sulla trasformazione responsabile della società attraverso la creatività, ha dato forma artistica e culturale al progetto di Lenzing, traducendo i valori del Terzo Paradiso in linguaggio visivo ed esperienze concrete. Oltre alla realizzazione di una nuova declinazione del simbolo trinamico del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, che funge da rappresentazione simbolica del progetto stesso, Cittadellarte ha contribuito alla creazione dei capi esposti in mostra attraverso il dipartimento B.E.S.T. (Better Ethical Sustainable Think-Tank), secondo cui il sistema moda, con la sua capacità di influenzare consumi, stili di vita e immaginari collettivi, può diventare un motore di trasformazione responsabile.
Un castello tra arte e natura
Ad accogliere l’esposizione è il Castello Gamba –Museo di Arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta a Châtillon, in località Crêt-de-Breil. Immerso in un suggestivo parco “all’inglese” e abbracciato da maestose montagne e ghiacciai, il contesto si rivela come luogo ideale per l’esposizione, che concretizza i temi trattati in una sorta di dialogo naturale tra arte, paesaggio e memoria culturale. I ghiacciai, protagonisti del progetto, diventano dunque interlocutori silenziosi delle opere e parte integrante del racconto artistico, rendendo il museo non solo un contenitore, ma una piattaforma di riflessione sul futuro, sulle urgenze ambientali e sull’identità alpina. Viviana Maria Vallet, coordinatrice scientifica del Castello Gamba, sottolinea come la mostra si inserisca perfettamente nella missione ecologica del museo, che sta evolvendo verso temi ambientali grazie a nuove acquisizioni museali.
Il Percorso espositivo: un viaggio dall’icona all’innovazione
Arte come azione e motore di cambiamento
Michelangelo Pistoletto, esponente dell’Arte Povera e tra le figure più influenti dell’arte contemporanea italiana, è noto per aver dedicato gran parte della sua carriera alla sensibilizzazione ecologica e per il suo incessante impegno nel porre al centro della sua ricerca la trasformazione sociale attraverso l’arte.
L’arte deve essere messa in pratica, non limitata a un uso ludico o meramente culturale. Deve permeare ogni aspetto della società, diventando un elemento connettivo tra politica, religione, economia, moda ed educazione.
Michelangelo Pistoletto
Questa visione trova piena espressione nel Progetto Arte del 1994, manifesto in cui l’artista afferma che l’arte non deve rimanere confinata negli spazi espositivi, ma dialogare con ogni ambito della vita – politica, economia, scienza, educazione, spiritualità – per generare cambiamento concreto. In questo approccio, concetti come metamorfosi, interconnessione e responsabilità collettiva diventano strumenti per avviare processi sociali e culturali. L’obiettivo è superare i conflitti e creare spazi di dialogo, contribuendo a quella che Pistoletto definisce “pace preventiva“, il principio secondo cui l’arte e la cultura possono ridurre le tensioni e promuovere l’armonia tra individui e comunità.
Dai suoi celebri Quadri Specchianti, che negli anni Sessanta hanno trasformato l’arte in uno spazio aperto e partecipativo in cui spettatore, ambiente e arte si incontrano e si trasformano reciprocamente, fino al Terzo Paradiso, simbolo trinamico della riconciliazione tra natura e artificio, l’artista biellese ha sempre concepito l’opera come un mezzo per innescare riflessione, partecipazione e azione. Non sorprende, dunque, che la Fondazione Gorbachev lo abbia candidato al Premio Nobel per la Pace 2025, un riconoscimento che sottolinea la forza etica della sua visione.

Opere iconiche in mostra
Il filo rosso che attraversa tutta l’esposizione è dunque quello del cambiamento. La mostra diventa così non solo un percorso artistico, ma anche un laboratorio di riflessione sulla responsabilità ambientale. Le opere più emblematiche del maestro, insieme a sperimentazioni tessili innovative e installazioni immersive invitano il visitatore a prendere consapevolezza della propria responsabilità nella costruzione di una società in equilibrio con il pianeta.
L’esposizione si apre con una rivisitazione di Metamorfosi (anni Settanta): una pila di indumenti bianchi e una catasta di legna, separate da uno specchio, entrano in dialogo tra loro e con lo spettatore, invitando a riconoscere la trasformazione come condizione costante della vita.
Accanto a questa, La Mela Reintegrata richiama il concetto del Terzo Paradiso: il frutto ricomposto dopo il “morso” diventa emblema di rigenerazione, suggerendo che anche tecnologia e artificio possano contribuire a sanare le ferite ambientali e ricostruire il rapporto tra uomo e natura.
La tensione tra unità e frammentazione emerge in Albero-moltiplicazione e divisione dello specchio, dove una sezione di tronco accoglie uno specchio che moltiplica i riflessi, trasformando l’opera in metafora delle infinite ramificazioni dell’identità.
Il percorso culmina con la celebre Venere degli stracci, in cui la bellezza classica fronteggia un cumulo di tessuti di scarto: una critica potente alla società consumistica che assume il valore di manifesto ecologico. In un momento storico in cui l’arte è chiamata a confrontarsi con le urgenze planetarie, la Venere si impone non solo come icona del passato, ma come immagine di un futuro possibile, in cui anche ciò che è scarto può trasformarsi in materia di rinascita.
Una sezione dell’esposizione è dedicata al Terzo Paradiso, sia attraverso fotografie che documentano le sue realizzazioni nel mondo, sia tramite La formula della Creazione, in cui i dualismi fondamentali dell’esistenza trovano un nuovo equilibrio in un terzo elemento.
Moda rigenerativa

Un nucleo importante della mostra è dedicato alla moda rigenerativa. Attorno alle opere, le strutture Segno Arte espongono gli abiti realizzati con i tessuti del futuro. Realizzati dal dipartimento moda di Cittadellarte B.E.S.T. (Better Ethical Sustainable Think-Tank), in collaborazione con designer come Tiziano Guardini, Bav Tailor, Flavia La Rocca e Blue of a kind, che hanno scelto l’impegno concreto verso l’ambiente come codice identitario.
Tutti i capi presentati sono stati realizzati con tessuti nati come protezione per i ghiacciai e rinati per vestire il corpo. Il risultato è una moda che coniuga estetica, innovazione e rispetto ambientale, dimostrando come sostenibilità e creatività possano coesistere. Come la giacca progettata da Tiziano Guardini, che presenta una texture ricavata da un processo di tintura innovativo, creato da Tintoria Emiliana, ottenuto attraverso diversi passaggi di trasformazione dell’argilla e lavorazioni manuali. Oppure la “Glacier Jacket” di Blue of a Kind, prodotta in collaborazione con Marchi & Fildi e Candiani Denim, che rappresenta la concretizzazione della sinergia virtuosa tra le parti coinvolte.
Un laboratorio di idee e pratiche
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Moebius contenente testi critici del curatore Fortunato D’Amico e un’intervista a Michelangelo Pistoletto. Durante tutto il periodo espositivo verranno realizzati workshop e conferenze curati dall’Accademia di Cittadellarte sui temi della mostra.
Info utili:
Sede: Castello Gamba – Museo d’Arte moderna e contemporanea, Châtillon
Località Crêt-de-Breil – 11024
Date al pubblico: 26 luglio – 28 settembre 2025
Orario di apertura: martedì – domenica dalle 9.00 alle 19.00
chiuso i lunedì, tranne se festivi ed eccetto i mesi di luglio e agosto
Info: +39 0166 563252 | https://www.castellogamba.vda.it/
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